venerdì 27 marzo 2009

Un pomeriggio nell'Oceano Indiano



Mike Perham il 26 marzo si trova in pieno Oceano Indiano e le condizioni sono quelle tipiche del luogo, vento a 45 nodi con raffiche fino a 50 nodi, lo stato del mare lui lo definisce in “modalità lavatrice” con onde frangenti di 10 metri.
La barca raggiunge la velocità più alta dall'inizio del suo viaggio surfando a 26 nodi giù per le onde larghe, lunghe e ripide con spruzzi che arrivano da tutte le parti.
L'intensità del vento non lo preoccupa ne impressiona quanto lo stato del mare.
E' soddisfatto del suo Open 50 e di come sia veloce in planata alle andature portanti consentendogli di surfare sulle onde ed evitare che le stesse frangano sopra la barca. La velocità è un elemento determinante per la sicurezza in condizioni così severe, con una barca più piccola e lenta la situazione sarebbe stata molto più difficile da controllare.
Queste condizioni dureranno ancora per 48 ore e Totallymoney.com continua ad andare come un treno. Possima stazione Cape Leeuwin!

4 commenti:

Roberto ha detto...

Pensa che fino a pochi anni fa si pensava esattamente l'opposto: e cioè che in condizioni estreme era meglio filare a prua ancore galleggianti, cime e quant'altro per mantenere la prua alle onde e frenare la barca. Ora invece si preferisce "fuggire il mare" correndo il più possibile col vento dietro

Julian Megson ha detto...

I have been following Mike Perham's progress. He is a brave boy to be in the Southern Oceans alone and at such a young age.

Also, I was on board his boat TotalMoney.com at the Southampton Boat Show last year.

Eudaimonia ha detto...

e si sono curiosa di sapere come se la caverà l'altro ragazzo, Zac Sunderland, lui naviga con una barca degli anni '70!

Eudaimonia ha detto...

ho controllato...infatti lui non ha fatto ne capo Leewin ne Capo Horn!! nei prossimi giorni scrivo un resoconto del suo giro del mondo.