martedì 9 giugno 2009

Boiled fish va in Croazia!

Ci siamo quasi, giovedi sera partiamo per Caorle, venerdi si fa cambusa e si sistema la barca per partire sabato mattina insieme a Topkapi, rotta su Cittanova! Si ripete la situazione dell'anno scorso: maltempo fino al giorno prima della partenza, poi anticiclone delle Azzorre bello stabile... purtroppo niente vento o quasi!
Siamo un po indietro con i preparativi e la testa è altrove, non abbiamo neanche tracciato un itinerario e probabilmente non scenderemo oltre Sebenico...al massimo Spalato, altro che Dubrovnik!
Il week end del 2 Giugno alla fine non lo abbiamo passato a Caorle, l'amore per Paschina ci ha spinti a partire per Terni, dove si trova già dal 13 Maggio, solo per stare un po con lei e parlare con il veterinario ed avere un quadro della situazione del suo stato di salute.
Il suo fegato non funziona affatto bene nonostante non abbia alcun sintomo esteriore, il cane sta bene visto così, se non avessimo fatto le analisi pre operatorie per un intervento ortopedico di cui ha bisogno non avremmo mai sospettato niente di simile. Analisi completamente sballate ma non si capisce cosa abbia...bisogna fare una biopsia, non prima di aver ristabilito la coagulazione del sangue!
Dunque ci prepariamo a partire per le vacanze estive non senza un leggero senzo di colpa e di ansia, pronti comunque a lasciare la barca ovunque ci troviamo per salire su un traghetto...
Speriamo che tutto si risolva in positivo...partiamo anche per non pensarci troppo...

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Buona estate a tutti e Buon vento!

Sonia e Giorgio

venerdì 29 maggio 2009

Estate...ci siamo quasi!

E va bene...il meteo ha deciso di guastarsi proprio per il ponte del 2 giugno...e proprio sul NordEst!!! Non si va da nessuna parte ma si resta a Caorle a finire di preparare Boiled fish per la crociera in Croazia che speriamo di iniziare in tranquillità il 15 giugno...Paschina ha problemi di salute...domani o lunedi avremo i risultati delle analisi e speriamo che non sia niente di grave e soprattutto che i veterinari ci capiscano qualcosa...

lunedì 18 maggio 2009

Peaceful Journey




Questo il "titolo" non di un film ma di un viaggio in barca a vela, quello di Stéphane e della sua compagna Catherine a bordo di Joshua III solo 26 piedi e rigorosamente priva di motore!


Vive in mare da 6 anni ed ora Stéphane ha pensato di creare un sito per condividere il suo nuovo viaggio. Stéphane è partito da solo da Sandy Hook, New Jersey facendo rotta a Est il 7 giugno 2006 percorrendo 7500 Nm in solitaria fino a Gibilterra.

La barca
Un Contessa 26 del 1975 solo 7,77 metri in vetroresina a chiglia lunga e timone integrato
niente motore, Joshua III va solo dove la porta il vento
la strumentazione è essenziale: VHF , EPIRB, GPS.
Pilota automatico e timone a vento...
e poco altro tutto elencato nel sito http://www.peacefuljourney.ca/ attraverso il quale si può fare anche una donazione per sostenere il progetto di Stéphane e Catherine.


Il viaggio è motivato da 3 ragioni fondamentali:

Aiutare le persone bisognose di aiuto, prendendo parte a progetti promossi dall'associazione OceansWatch; realizzare il personale obiettivo di rendere il mondo un posto migliore facendo ciò che si ama fare; dimostrare agli altri che i propri sogni e obiettivi possono diventare realtà indipendentemente da quanto possano sembrare irrealizzabili.



Joshua III salperà a breve dall'Europa per traversare l'Atlantico settentrionale e tornare in Canada a Gaspesia, Nova Scotia dove Stéphane e Catherine costruiranno una nuova barca ma essenzialmente identica all'attuale, sempre senza motore e forse senza impianto elettrico!! Il contessa ha purtroppo danni strutturali e dopo mesi di riflessione sono giunti alla decisione di prendersi circa 2 anni per costruire la nuova barca e tornare a navigare negli oceani in sicurezza. Il viaggio in mare è per ora sospeso ma l'avventura continua sulla terra ferma.

domenica 17 maggio 2009

Rilanciamo la campagna vendita di Boiled fish

Prove di vendita atto II

C'eravamo quasi questo inverno...alla fine i progetti che avevamo fatto sono sfumati e abbiamo deciso di tenerci la nostra barchina ancora per un'estate e così sarà, intanto però ricominciamo con gli annunci sui principali siti e riviste.
Boiled fish è di nuovo ufficialmente sul mercato! Sarà visibile fino al 15 giugno e dopo il 15 luglio quando saremo tornati dalla Croazia.

L'annuncio completo e la scheda è a questo link http://gooddaimon.blogspot.com/2008/10/boiled-fish-in-vendita.html

venerdì 15 maggio 2009

Tutto sull'impianto elettrico, fotovoltaico, eolico...


L'amico Roberto sul suo blog della vela, con alcuni post, ci illustra efficacemente come gestire l'impianto elettrico di bordo, come scegliere il pannello solare adatto alle nostre esigenze, come collegare il tutto alle batterie e come installare il pannello sulla barca facendo a meno del vistoso e costoso rollbar!!!

giovedì 7 maggio 2009

Medusa gigante!!!

Pacific Trash Vortex




Lo chiamano Pacific Trash Vortex, il vortice di spazzatura dell'Oceano Pacifico, ha un diametro di circa 2500 chilometri è profondo 30 metri ed è composto per l'80% da plastica e il resto da altri rifiuti che giungono da ogni dove. "E' come se fosse un'immensa isola nel mezzo dell'Oceano Pacifico composta da spazzatura anziché rocce. Nelle ultime settimane la densità di tale materiale ha raggiunto un tale valore che il peso complessiva di questa "isola" di rifiuti raggiunge i 3,5 milioni di tonnellate", spiega Chris Parry del California Coastal Commission di San Francisco, che è da poco tornato da un sopralluogo.

Questa incredibile e poco conosciuta discarica si è formata a partire dagli anni Cinquanta, in seguito all'esistenza della North Pacific Subtropical Gyre, una lenta corrente oceanica che si muove in senso orario a spirale, prodotta da un sistema di correnti ad alta pressione. L'area è una specie di deserto oceanico, dove la vita è ridotta solo a pochi grandi mammiferi o pesci.

Per la mancanza di vita questa superficie oceanica è pochissimo frequentata da pescherecci e assai raramente è attraversata anche da altre imbarcazioni. Ed è per questo che è poco conosciuta ai più. Ma proprio a causa di quel vortice l'area si è riempita di plastica al punto da essere considerata una vera e propria isola galleggiante. Il materiale poi, talvolta, finisce al di fuori di tale vortice per terminare la propria vita su alcune spiagge delle Isole Hawaii o addirittura su quelle della California.

In alcuni casi la quantità di plastica che si arena su tali spiagge è tale che si rende necessario un intervento per ripulirle, in quanto si formano veri e propri strati spessi anche 3 metri. La maggior parte della plastica giunge dai continenti, circa l'80%, solo il resto proviene da navi private o commerciali e da navi pescherecce.

Nel mondo vengono prodotti circa 100 miliardi di chilogrammi all'anno di plastica, dei quali, grosso modo, il 10% finisce in mare. Il 70% di questa plastica poi, finirà sul fondo degli oceani danneggiando la vita dei fondali. Il resto continua a galleggiare.

La maggior parte di questa plastica è poco biodegradabile e finisce per sminuzzarsi in particelle piccolissime che poi finiscono nello stomaco di molti animali marini portandoli alla loro morte. Quella che rimane si decomporrà solo tra centinaia di anni, provocando da qui ad allora danni alla vita marina.

(da La Repubblica 29 ottobre 2007)
Anche Greenpeace denuncia questo scempio:
Le stesse caratteristiche che rendono la plastica adatta a così tante applicazioni industriali, la sua resistenza e la sua stabilità, rappresentano un problema per gli ecosistemi marini. Ogni anno vengono prodotte quasi dieci milioni di tonnellate di plastica, il 10 per cento delle quali finisce in mare. Il 20 per cento di questa plastica viene gettata dalle imbarcazioni e dalle piattaforme, mentre il resto arriva dalla terraferma.
Basta fare una passeggiata lungo una spiaggia in una qualsiasi parte del mondo per trovare a riva una quantità incredibile di buste, bottiglie e contenitori di plastica, pezzi di polistirolo, frammenti di rete e di copertoni che il vento e le maree trasportano a riva.
I rifiuti che invadono le nostre spiagge sono i segni più evidenti di un problema di più ampia portata. Questi prodotti, infatti, non si decompongono come accade ai materiali naturali. Il mare, il moto ondoso, il sole e l'abrasione meccanica riducono la plastica in minuscoli frammenti: ogni singola bottiglia di plastica può essere ridotta in così tanti piccoli pezzi da poterne mettere uno per ogni miglio di costa nel mondo. I rifiuti di plastica tendono inoltre ad accumularsi in quelle aree di mare dove i venti e le correnti sono deboli.
Le correnti circolari del Pacifico del Nord subtropicale coprono un'ampia area, all'interno della quale l'acqua ruota lentamente in senso orario, avvolgendosi in una lenta spirale. I venti sono deboli. Le correnti tendono a sospingere qualsiasi materiale galleggiante verso il centro del vortice. Ci sono poche spiagge su cui approdare in quell'area, e così i rifiuti stazionano al centro della spirale con una tale concentrazione che ci sono sei chili di plastica per ogni chilo di plankton: un'area estesa quanto il Texas piena di rifiuti, che ruota lentamente su se stessa. Questa zona è stata chiamata anche il "vortice di plastica" o la "pattumiera asiatica".
Potrebbe anche non sembrare un problema così grave, ma non è così. Purtroppo, i pezzi di plastica più grandi vengono spesso ingeriti da uccelli marini e da altri animali, che li scambiano per prede. Molti uccelli marini sono stati trovati morti con un tappo di plastica nello stomaco. Una tartaruga trovata morta alle Hawaii aveva migliaia di piccoli pezzi di plastica nello stomaco e nell'intestino. Si stima che ogni anno più di un milione di uccelli marini, centomila esemplari di mammiferi e moltissime tartarughe vengano uccisi dall'ingestione di plastica.
Non ci sono foto satellitari di questa immensa isola di plastica poichè è resa invisibile agli obiettivi dai riflessi della superficie del mare ma c'è purtroppo per noi e per il nostro pianeta!
Che immensa tristezza!!!