lunedì 15 marzo 2010

Sognando mari lontani...



Oggi ancora una bella giornata di sole e allora perchè starsene in casa...salgo su in terrazzo a leggere "Un vagabondo dei mari del sud" di Moitessier...

giovedì 11 marzo 2010

Bora 100 nodi!!!



Ieri a Trieste la Bora ha raggiunto il record di 212 km/h, un uragano di vento e neve.
La Bora (Burja in sloveno, Bura in croato) è un vento catabatico, cioè di caduta e compressione adiabatica, di provenienza nord/nord-orientale, che soffia con particolare intensità specialmente verso l'Alto e Medio Adriatico e verso alcuni settori dell'Egeo e del Mar Nero in presenza di forti gradienti barici tra continente e mare.
Il nome è contratto da Borea, dal latino omonimo e dal greco βορέας (vento del nord, si veda anche la figura mitologica greca chiamata Borea) che [ de Simon G.] a sua volta si ricollega a ὅρος (monte) o, secondo altri, all'arabo boor (neve). Si veda anche il termine burja in altre lingue slave (esempio: in rus.: буря (tempesta)).
La bora più conosciuta è quella di Trieste. In Croazia è celebre anche quella di Segna e in Slovenia quella di Aidussina. Lambisce marginalmente anche alcune località del Friuli, tra le quali Udine e Cividale del Friuli, nonché i comuni confinanti con Slovenia.
La sua caratteristica è di essere un vento "discontinuo" ovvero di manifestarsi con forti raffiche, intervallate da un apparente calma di vento.
A Trieste soffia con raffiche, dette "refoli", specialmente in inverno, ed è denominata "bora chiara" in presenza di cielo prevalentemente sereno e "bora scura" con cielo coperto o molto nuvoloso .
L'aria artica continentale, relativamente densa e secca, scende da più varchi ("porte") sull'Adriatico: in particolare, fluendo attraverso la "porta di Postumia" o "porta della Bora" per antonomasia - una depressione della catena alpina nelle Alpi Giulie, tra l'altopiano carsico del Monte Re (Nanos-Hrušica) e il gruppo del Monte Nevoso (Snežnik-Javornik) - investe il settore triestino, attenuandosi al di fuori di una ristretta fascia di scorrimento limitata a nord ovest dal Monfalconese e a sud est dalla parte settentrionale dell'Istria bianca.
Nel golfo di Trieste la bora mantiene la direzione principale ENE-WSW, causando un vivace moto ondoso e di deriva. Sia pure notevolmente indebolita, si fa sentire sino a Venezia, a Chioggia, ed oltre. Nel semestre invernale questo tipo di vento può raggiungere e superare velocità di 35-40 m/s e può durare per diversi giorni. Sempre a Trieste, a causa delle frequenti giornate di bora (circa 1 giornata su 4 all'anno nei mesi invernali, in media), il tempo locale varia in modo repentino e caratteristico.
Il record di velocità a Trieste è stato toccato il 10 marzo 2010, quando nella limitrofa Valle delle Noghere la Bora ha raggiunto i 212 km/h.
Un antico detto dei vecchi della Venezia Giulia, soprattutto fiumani e triestini, recita che "la Bora nasce a Segna (Senj), si sposa a Fiume e muore a Trieste".

martedì 2 marzo 2010

George Gray

Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.
Perché l'amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore busso' alla mia porta, e io ebbi paura;
l'ambizione mi chiamo', ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita puo' condurre a follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell'inquietudine e del vano desiderio,
è una barca che anela al mare eppure lo teme.

Antologia di Spoon River
Edgar Lee Masters

lunedì 1 marzo 2010

Comment naissent les bateaux



Come nascono le barche è il tema di una serie di opere di Jean Olivier Heron. Con una metamorfosi surrealista una farfalla, un uccello o una balena si trasformano in specifici tipi di barca. Trovo siano molto belli.

venerdì 26 febbraio 2010

Messaggi







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Rotta a Zig-zag




L'inverno non è ancora terminato, non abbiamo più una barca e l'acquisto della prossima è in sospeso, il mare lo vedo ogni giorno dalla finestra a poche centinaia di metri...non mi rimane che navigare attraverso la lettura...di libri di mare ovviamente.


Ho acquistato alcuni titoli tra cui Rotta a Zig-zag. Incontri tra i naviganti degli oceani. Ed. Il Frangente di Luigi Ottogalli di cui pubblicai la notizia dell'uscita in Settembre e che ero ansiosa di leggere.
Non si tratta del solito racconto di navigazioni impegnative,di tecniche per superare una tempesta... Luigi va oltre i cliché dei soliti diari di bordo, ci narra piuttosto di una rotta che segue la logica degli incontri percorrendo la quale si approda su isole sconosciute, a mondi inesplorati, quali sono le storie e le vite dei "membri" del popolo dei naviganti degli oceani.
Essi sono i "nuovi mondi", si può essere dunque ancora degli esploratori in un mondo in cui la tecnologia e la scienza hanno svelato ogni mistero, c'è ancora molto da scoprire navigando per gli oceani del mondo e della vita.


Perchè poi alla fine di ogni viaggio ciò che si ricorda con più piacere sono gli incontri e le amicizie e non solo i luoghi, essi sono il pretesto, la cornice e il catalizzatore ma senza l'incontro con le persone un viaggio non è che una collezione di foto.

lunedì 8 febbraio 2010

martedì 15 dicembre 2009

Amore che vieni amore che vai

dedicata a tutti quelli che hanno nostalgia della barca appena venduta, che ne stanno cercando un'altra, che si innamorano ogni volta per poi vederla sfuggire per un motivo o l'altro...